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Pirelli Winter 210 sottozero
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Breve storia dei pneumatici Pirelli

 
Pirelli, nota azienda milanese, è leader nella produzione e nella vendita di pneumatici per auto, moto e altri mezzi di trasporto. Il colosso industriale italiano vanta una lunga storia. Fondata nel 1872 dall'ingegnere Giovanni Battista Pirelli, prese il nome di "Pirelli and Co".
Milano è stata la prima sede Pirelli e resta tutt'oggi la sua base operativa principale. Presente in ben sedici paesi del mondo, l'azienda conta un totale di 22 stabilimenti di produzione e oltre 160 location commerciali di vendita.
Mission iniziale dell'azienda era la produzione di articoli composti da caucciù vulcanizzato. La Pirelli and Co. si dotò pertanto di due edifici, uno operativo deputato alla produzione di tele gommate, manicotti e cinghie di trasmissione in gomma, mentre l'altro veniva perlopiù utilizzato come centro di vendita e consulenza. Il successivo ingresso di Francesco Casassa nell'azienda fece espandere ulteriormente la gamma di prodotti Pirelli, che spaziarono così dalle imbottiture per culottes e reggiseni, sino a tappeti, giocattoli e materiale per sale chirurgiche. Solo dopo la scoperta degli pneumatici per biciclette, la produzione Pirelli si concentrò sulla produzione di copertoni per mezzi di trasporto.
Le prime fasi della storia degli pneumatici Pirelli sono dunque caratterizzate dalla produzione di guarnizioni pneumatiche per biciclette. Tra i primi modelli va ricordato il "Tipo Milano", che introduceva un innovativo sistema di agganci al cerchio grazie all'uso di talloni elastici. In breve, l'azienda milanese cominciò a essere notata nell'ambiente della produzione di accessori di velocipedistica.
Un cambiamento di metodo fu d'obbligo nei primi anni del Novecento, in quanto l'arrivo dell'automobile sui mercati richiedeva un nuovo e diverso approccio alla produzione di pneumatici. La vettura a quattro ruote, in effetti, comportava un ripensamento dello pneumatico, poiché fu necessario concepire una struttura diversa in grado di sostenere un mezzo decisamente più pesante e potente della bicicletta, che avrebbe dovuto esercitare tutta la sua forza proprio sugli pneumatici sui quali poggiava. 
Tali ragioni spinsero la Pirelli a cimentarsi nella produzione del "Tipo Ercole", che utilizzava un diverso meccanismo di agganciamento al cerchio della macchina ma presentava tuttavia ancora delle limitazioni. Infatti erano ancora piuttosto frequenti gli episodi di scoppio degli pneumatici durante i lunghi tratti percorsi dalle automobili. Qualche accorgimento fu apportato negli pneumatici destinati agli autocarri, i quali furono migliorati da gomme piene a larghissima sezione, che garantivano così una maggiore tenuta su strada.
La prima guerra mondiale fu un momento di cesura per la storia degli pneumatici, in quanto la potenza americana portò i suoi autoveicoli in Europa, aprendo in tal modo all'azienda Pirelli un nuovo universo tecnologico da esplorare.
Il primo dopoguerra vide notevoli miglioramenti e perfezionamenti nelle produzioni Pirelli, i cui pneumatici non solo divennero all'avanguardia nel settore ma furono anche protagonisti delle prime gare automobilistiche dell'epoca. Gli anni Venti furono caratterizzati dal successo del Tipo Cord, che portarono alla nascita del modello Pirelli Cord e in seguito del Pirelli Superflex Cord.
Nel corso degli anni gli pneumatici marcati Pirelli guadagnarono una sempre maggiore fama, soprattutto nell'ambito delle corse d'auto, sino alla fabbricazione del Pirelli Stella Bianca, noto anche come Pneumatico delle vittorie. Quest'ultimo sarà il principale prodotto della casa italiana per tutto il corso degli anni Trenta, divenendo noto per le sue caratteristiche che assicuravano sicurezza e velocità, senza alcuna limitazione anche sui terreni più impervi. 
Pirelli divenne a questo punto inarrestabile, grazie anche al connubio con Alfa Romeo e alla sua presenza costante nel calcare le piste del circuito di Monza.
Il secondo dopoguerra fu un periodo non facile per l'azienda, la quale cominciò a sperimentare nuovi materiali per far fronte alla mancanza di materie prime. Si passò perciò all'uso di gomma sintetica e fibra di rayon. Tuttavia i progressi nella produzione non si arrestarono e negli anni Cinquanta Pirelli presentò il Modello Stelvio, che racchiudeva in sé le più importanti innovazioni della casa di produzione italiana.
Il successo di tale modello, per la tenuta su strada e la garanzia di velocità, portò il suo utilizzo sia nei modelli di auto da corsa della Ferrari sia nelle auto di produzione Fiat, come la 500, la 600 e la 1100.
La storia della casa Pirelli si è consolidata durante tutta la seconda metà del Novecento ed è riuscita ad affrontare le innumerevoli svolte che l'innovazione tecnologica ha richiesto. Pertanto gli pneumatici della marca milanese si sono arricchiti di nuove caratteristiche e diversi materiali, mostrandosi ancora una volta al passo coi tempi. Gli anni Ottanta e Novanta vedono infatti l'introduzione di fibre paraaramidiche e silice nella produzione di gomme, dando un nuovo significato agli pneumatici del nuovo secolo. Tra gli ultimi modelli non va dimenticato il P Zero, del 1987, che ha ottenuto un così gran successo da dare origine alla Famiglia Pirelli P Zero.
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