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amministrazioni condominiali
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Le amministrazioni condominiali: leggi e compiti

Le amministrazioni condominiali devono svolgere numerosi compiti. Per prima cosa la legge che ha riformato le modalità con cui si amministra un condominio ha introdotto l'obbligo del registro dell’anagrafe condominiale. Si tratta di un documento che viene stilato e aggiornato nel corso del tempo proprio dall'amministratore. Qui sono contenuti i dati anagrafici di tutti i condomini, quindi i proprietari delle unità immobiliari oppure gli usufruttuari, come comodatari o affittuari. L'obiettivo è evitare di avere un condomino apparente, cioè che le persone si comportino da condomini (ad esempio partecipando alle assemblee) senza esserlo veramente.

La legge con la quale sono state riformate le regole per il condominio (legge 220 del 2012, detto anche Decreto Destinazione Italia) ha modificato anche la figura dell'amministratore. In questo modo le amministrazioni condominiali diventano più affidabili, in quanto sono stati introdotti requisiti base per svolgere questo ruolo. Di conseguenza anche i condomini ne risultano avvantaggiati: infatti le amministrazioni condominiali sono più competenti e possono svolgere i loro compiti con maggior sicurezza, rapidità e precisione.

Tra i requisiti necessari per svolgere l’attività di amministratore è stato introdotto l'obbligo della formazione: in questa maniera la persona che svolge questo ruolo conosce perfettamente i suoi compiti e sa in che modo deve affrontarli. Al tempo stesso viene a sapere le eventuali problematiche che possono verificarsi in un condominio e delle modalità per risolverle al meglio. Ad esempio, l'amministratore con una buona formazione sa immediatamente come affrontare i danni da trasloco e quelli provocati da casi fortuiti. Inoltre l'amministratore deve partecipare con una certa frequenza a convegni e incontri in materia per essere sempre aggiornato. L'unica eccezione riguarda solo chi amministra semplicemente il condominio dove si trova l'unità immobiliare in cui abita o di cui è proprietario.

Al giorno d'oggi le amministrazioni condominiali di tutto il territorio italiano seguono standard comuni, che rimandano al Regolamento 400 del 2008 emanato dal Ministero della Giustizia. Inoltre chi è stato amministratore di condominio per un anno almeno nei 3 anni che precedono l'entrata in vigore della riforma viene esonerato dal frequentare l'iniziale percorso di formazione. Vi è comunque l'obbligo di frequentare corsi di aggiornamento periodici. In questo modo la legge ha voluto garantire le persone che hanno già svolto questo ruolo e che quindi hanno una certa esperienza sul campo in materia. Ciò si spiega con l'importanza di avere amministrazioni condominiali competenti, oneste e affidabili.

Bisogna infatti tenere a mente che i titoli su carta rappresentano solo una parte dei requisiti e della formazione dell'amministratore condominiale. Per svolgere questo ruolo si deve essere un leader e avere buone doti organizzative, in quanto è necessario essere la persona alla quale i condomini si rivolgono per risolvere le varie problematiche. Inoltre le amministrazioni condominiali si occupano degli aspetti tecnici, si occupano di analizzare i bisogni dei condomini, difendono gli interessi dei condomini e del condominio di fronte alla legge. Sono infatti i loro rappresentanti legali e, in caso di eventuali liti, svolgono il ruolo di arbitri imparziali. Altre doti fondamentali sono le capacità di problem solving e una grande fermezza.