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Visure camerali online
Visure camerali online

Visure camerali mostrano ammanco di 25 milioni di Euro in parrocchia

A denunciare la situazione della Diocesi di Terni a una giornalista del Corriere della Sera è un parroco, che, con il volto oscurato, mostra le visure camerali online che si riferiscono a un ex dipendente della parrocchia.

Secondo il parroco, il dipendente avrebbe avuto a sua disposizione durante l'attività lavorativa i conti intestati alla parrocchia, utilizzandoli per creare un vero e proprio impero immobiliare. Tutto questo emergerebbe dalle visure camerali e il caso sarebbe il motivo per cui mancano dalle casse della diocesi ben 25 milioni di Euro.

Un debito assurdo per una diocesi: perché la denuncia delle visure camerali solo adesso e, per giunta, nell'anonimato? Il parroco spiega che la motivazione che lo ha spinto è stata la reazione di parte del mondo cattolico rispetto alle politiche di Papa Francesco.

Secondo il sacerdote, l'azione di controllo del Papa per quanto riguarda la gestione dei fondi si rende necessaria proprio per evitare situazioni come quella della Diocesi di Terni, che ora si ritrova ad affrontare un dissesto economico senza precedenti.

Oltre all'ammanco riscontrato dalla visure camerali, la vicenda ha un altro punto oscuro. L'intervista è stata pubblicata (sia come articolo che come video) sul sito del Corriere della Sera nel pomeriggio. Al mattino successivo, però, l'articolo non risulta più sul portale online.

Una testata giornalistica della zona è però riuscita a raccontare la vicenda delle visure camerali ecclesiastiche che confermerebbero gli investimenti immobiliari dell'ex dipendente della Diocesi di Terni.

Secondo il parroco, l'ex dipendente sarebbe stato solo il più eclatante di una serie di persone che, a vario titolo, hanno prosciugato la cassa e diviso indebitamente il bottino. Questa persona sarebbe riuscita a costituire ben ventotto società immobiliari usando i soldi della Curia (come attesterebbe un confronto con le visure camerali online a lui intestate).

Altro punto oscuro è la figura dell'allora vescovo di Terni, che avrebbe dovuto vigilare sulle spese della diocesi. Il vescovo sarebbe stato indagato a seguito di un'inchiesta basata proprio sulle visure camerali e altri documenti inerenti al clamoroso ammanco.

Tutto questo porta quindi il parroco a denunciare, per cercare di allontanare chi si allontana dal percorso di fede.