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prestiti cattivi pagatori
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Prestiti per i cattivi pagatori: una spada di Damocle

Il credito al consumo è stata la soluzione in questi anni per fare in modo che non ci fossero crolli improvvisi nei consumi, il fatto che le persone non abbiano soldi contanti da spendere è stato tempo risolto in questo modo. Il finanziamento classico consente a tutte quelle persone che per una motivazione o per l’altra non sono in grado di poter acquistare un prodotto in contanti, di poter accendere un finanziamento che gli consente di fare l’acquisto desiderato. Il meccanismo delle rate se da una parte consente a un qualsiasi cittadino di poter accedere a dei finanziamenti, dall’altra crea un effetto psicologico molto pericoloso, quello di sottovalutare non tanto l’entità della rata, ma quante rate abbiamo da pagare. In questi anni spesso si è sentito di famiglie che hanno avuto delle grandi difficoltà nel momento in cui si sono trovate a dover corrispondere più rate in contemporanea, questo per una errata valutazione di fondo, quella di riuscire ad accendere più finanziamenti.

Un meccanismo pericoloso che non consente di valutare con le dovute cautele quelle che sono le effettive entrare delle persone e basarsi in funzione di quelle che valutare un finanziamento, alla base di questo in anni passati c’è stata una eccessiva facilità nel concederli. Il risultato è stato da una parte una effettiva difficoltà delle famiglie a riuscire poi a pagare queste rate, dall’altra si è creato un meccanismo pericoloso di difficoltà di recupero del finanziamento dato, dovendo ricorrere ad uffici di recupero crediti. Il problema vero è che una persona o una famiglia che finisce nell’elenco dei cattivi pagatori rischia poi di avere problemi futuri in caso di nuovo finanziamento da richiedere, molte volte per scarsa trasparenza si hanno anche delle grandi difficoltà a sapere il motivo della iscrizione a questa lista.

L'inserimento in questa lista si scopre spesso in banca o quando si vanno a fare dei preventivi prestiti personali per fare anche un'acquisto di un cellulare da prendere a rate. La corte di Cassazione ora ha segnato una svolta in questo senso, nello specifico la sentenza 349 del 2013 stabilisce che un cittadino in caso di segnalazione negativa, abbia il diritto nell’arco di 15 giorni di sapere il motivo della segnalazione negativa. Questa risposta deve arrivare entro 15 giorni e non deve essere generica, il cittadino ha il diritto di acquisire il contenuto integrale delle informazioni relative alla segnalazione.