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Costi della vita in Italia
Costi della vita in Italia

Costi della vita in Italia rispetto il contesto europeo

Dall’entrata in vigore dell’euro si è sentito parlare sempre di più dell’aumento dei costi della vita e dei beni di primo consumo. Le generazioni nate negli anni 70 e 80 parlano della loro epoca come di un periodo in cui moltissimi prodotti e servizi sembravano alla portata economica di tutti. I gelati costavano qualche centinaio di lire, mangiare bene non era un privilegio riservato a pochi e gli alimenti erano meno inquinati rispetto ad oggi. In un certo senso si pagava meno per avere di più.

Secondo alcune statistiche, il costo della vita in Italia è fra i più cari della media in Europa ed il rapporto fra stipendi medi e spese mensili è scoraggiante. Siamo in sostanza quelli che guadagnano di meno e che spendono di più. Anche i prezzi di alberghi e luoghi di ristoro sono particolarmente costosi a confronto con gli altri paesi europei. Fra le prime posizioni nella graduatoria dei costi di vita più alti troviamo la Svizzera e i paesi scandinavi, mentre fra le ultime posizioni vediamo qualche nazione dell’Est, dove il costo dei beni di prima necessità è inferiore circa del 50% rispetto all’Italia. Alcune analisi dell’Eurostat evidenziano come il nostro paese rispetto ad una media continentale presenti costi dei beni di tipo alimentare più alti di circa il 12%.

Nel paniere medio, che comprende frutta e verdura, pane, caffè e altri prodotti di primo consumo, gli italiani spendono cifre maggiori in confronto a Regno Unito, Germania e Francia, nonostante questi paesi abbiano situazioni economiche meno scoraggianti rispetto alla nostra. Non è semplice calcolare il costo medio della vita di un italiano perché le variabili sono davvero innumerevoli; tutto cambia a seconda del tenore sostenuto e dalle esigenze soggettive o familiari. Secondo l’Istat, lo stipendio medio di una famiglia italiana è di circa 1700 euro e che si può cominciare a parlare di povertà al di sotto della soglia di 800 euro mensili relativi ad un nucleo famigliare ma, come detto, le statistiche sono relative.

Sicuramente oggi le nuove generazioni devono fare i conti con il grande problema della disoccupazione e purtroppo è sempre più difficile, per chi deve sostenere lunghi periodi di formazione, accettare il fatto di dipendere dai propri genitori soprattutto economicamente. Per un giovane che aspira all’emancipazione e che si affaccia al mondo del lavoro, i primi passi da compiere in autonomia costituiranno un vero e proprio traguardo raggiunto: il pagamento dell’affitto o di un mutuo, le bollette, le spese mediche, l’assicurazione auto e molte altre.