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lampadari moderni
lampadari moderni

La Luce, la lampadina e i lampadari moderni: qualche accenno dagli albori ad oggi

LA LUCE E’ MATERIA DI COSTRUZIONE DELLE FORME E DELLO SPAZIO,  NON SOLO PER ESALTARNE LE FORME ARCHITETTONICHE:  E’ LA LUCE CHE SVELA LO SPAZIO E IL PAESAGGIO CIRCOSTANTE,  LE DIVERSITA’ DEGLI AMBIENTI PUR INTEGRANDOLI L’UNO CON L’ALTRO, SINO A FONDERE L’INTERNO CON L’ESTERNO.

LA LUCE E’ TENDENZIALMENTE VITA: PRESUPPONE UN INTRECCIO FRA CONCETTO DI AMBIENTE, MOVIMENTO, VISTA E TATTO.
LA LUCE SCANDISCE I RITMI DELLA VITA DA VIVERE E DELL’EMOZIONALITA’  E L’UOMO NEL CORSO DEI SECOLI  L’HA DOLCEMENTE E SAPIENTEMENTE  “RIVESTITA” DI MATERIA E FORME PER SPOSARLA CON LA FUNZIONALITA’.

Il concetto di tendenza di “abitare lo spazio”  porta l’immagine di uno spazio versatile e variabile, totalmente usufruibile e non occupato da oggetti che ne restringono visivamente lo spazio e impediscono i movimenti, adatto a trasformazioni rapide e improvvise per necessità del momento.

Come è cambiato il concetto di “casa”, “vivibilità” e “luce”oggi?
A partire dalle dimensioni e dalla tipologia per collegarlo alla funzionalità ed alla flessibilità,
all’interrelazione tra interno-esterno, al concetto mutante in base alle esigenze immediate di “privacy e non-privacy”.

Il desiderio di riavvicinarsi all’esterno, al senso di spazio, alla natura ed ai suoi colori originali, al senso di benessere e armonia, cercando di riprodurne il più possibile l’effetto naturale per percepire attraverso la luce stessa.

Il corpo illuminante è pensato come un oggetto di Design: i lampadari in stile moderno, non solo sorgenti luminose, ma  forme leggere, giovanili e futuristiche.

Da dove inizia tutto questo ?

I reperti archeologici hanno portato alla scoperta che già gli antichi greci,i romani, nel medio oriente  usavano recipienti in terracotta, ottone, bronzo per illuminare gli ambienti.

Nell’epoca medioevale c’erano lampadari  sospesi in metalli come il ferro, fatti  con una fascia a forma di cerchio o di corona, dove c’erano alloggi per inserire candele o olii combustibili, nel periodo gotico nasce invece il lampadario fatto con un fusto centrale e braccia laterali che si aprono a partire dal fusto centrale. Con  il trascorrere del tempo, ed è il periodo del Rinascimento, i componenti in metallo vengono integrati con coppe in vetro, pietre dure o ceramica.

Fra la fine del XVII e l’inizio del XVIII fa il suo ingresso la presenza del cristallo come componente del lampadario, richiesto sempre di più da parte dell’alta borghesia, e il loro splendore si trova ancora oggi nel castello di Versailles, ad esempio, e Fontaineblau.
Nel ‘700 fà la sua comparsa anche il lampadario che caratterizza lo stile dei lampadari Muranesi, il “Rezzonico”.

Intorno al 1880 nasce la lampada a filamento di carbonio, con scarsa potenza illuminotecnica, il cui filamento, dopo la scoperta e la realizzazione dei filamenti in  metallo (tungsteno),  viene sostituito con lampade a filamento metallico poco dopo il 1900, che migliora sensibilmente la resa illuminotecnica.

Questo è il momento della nascita della lampadina intesa come bulbo in vetro + gas + filamento in tungsteno, che si sono evolute nella lampadina “ad arco”, cioè due astine e un piccolo ponte in metallo, proprio quella lampadina alla cui scomparsa abbiamo recentemente assistito dai lampadari moderni.